Foto

Muri di Palermo, testimoni silenziosi del passaggio d’una variegata umanità. Cornici in attesa del proprio soggetto, di volta in volta per un attimo prendono vita, giusto il tempo di uno “scatto”. Diventano così palcoscenici involontari, talvolta eleganti, altre volte fatiscenti ed ancora istituzionali, portatori di segni di chi sembra passare e trapassare senza voler lasciare impronte, se non messaggi estemporanei destinati a perdersi nel tempo.

Valerio Bellone nasce a Palermo nel 1979. Fin da bambino, stimolato a viaggiare dai genitori, sviluppa una grande curiosità nei confronti delle diversità culturali. Proprio dal contatto con altri luoghi matura la sua capacità critica e osservativa. Dalla possibilità di immagazzinare le proprie emozioni e di sollecitare quelle altrui, a 14 anni, si appassiona al mondo della fotografia e inizia la sua avventura artistica. A 19 anni, dopo avere ottenuto il diploma in Grafica Pubblicitaria (1999), decide di intraprendere un viaggio atipico per un giovane della sua età: viaggerà per 6 mesi, da solo, tra la costa e l’entroterra australiano, siti che diverranno una fonte di ispirazione. Il fascino generato da luoghi apparentemente privi di vita e la passione per la fotografia lo spingeranno così verso percorsi visivi unici e indimenticabili. Nel 2001 va a Cuba per realizzare un lavoro fotografico sui mezzi di trasporto: “Trasporti di fortuna”. Al suo ritorno in Italia vince una borsa di studio che gli permette di accedere all’Istituto Europeo di Design di Torino. Qui consegue il diploma di laurea in Digital Design. Nel 2006 ritorna in Australia dove rimane a lavorare per un anno, realizzando servizi per diverse riviste di viaggi e turismo e come inviato per un lavoro in Vietnam. Affascinato dagli scritti del cinematographer Vittorio Storaro e dall’opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio, inizia uno studio sul ruolo che la luce gioca nella nostra esistenza. Seguirà una ricerca storica e teorica sulla fotografia come mezzo mediatico e strumento artistico. Grande appassionato di cultura giapponese, nel 2009 realizza il reportage “Tokyo all in one” – lavoro  successivamente dedicato alle 27.000 persone decedute in seguito al terremoto verificatosi giorno 11 Marzo 2011 ad est della città di Sendai. Lavora professionalmente da sette anni come freelance tra Palermo, Milano, Londra e Sydney, realizza reportage sociali, naturalistici e di viaggio collaborando con riviste di settore. Attualmente porta avanti diversi progetti artistici, tra i quali la stesura di un libro sul tema della fotografia come percorso di vita interiore.

  1. gabry scrive:
    22 aprile 2011 10:01

    Molto bello complimenti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. gabriella scrive:
    22 aprile 2011 10:02

    Molto bello complimenti!!!!!!!!!!

  3. Tommaso Calamia scrive:
    22 aprile 2011 12:33

    Complimenti voglio leggervi un messaggio di speranza nell'aver colto il movimento del cammino in una città piagata, il cammino soprattutto di extra comunitari. Sono convinto, frequentandoli, che la rinascita della nostra città e soprattutto del nostro centro storico passerà dal loro vissuto.

  4. stefania scrive:
    22 aprile 2011 13:10

    molto emozionante, foto e commento rendono pienamente il senso profondo di queste immagini!!! BRAVO L'ARTISTA

  5. Giuliana scrive:
    23 aprile 2011 14:57

    BRAVO!! foto che parlano.

  6. antonio scrive:
    23 aprile 2011 17:41

    ottimo intento, progetto riuscito complimenti ad uno dei miei fotografi italiani contemporanei preferito

  7. Alfonso Leto scrive:
    25 aprile 2011 13:14

    "Vorrei attraversare la vita così, -scrive Francis Picabia- come si attraversa una città". Queste foto di Valerio incarnano bene il segnificato dell'attraversamento e pongono i soggetti ritratti, in questo loro frammento dinamico di vita quotidiana, in una dimensione d'importanza proprio perchè protagonisti dell'attimo, categoria "ineffabile" della filosofia: "tutto scorre", dice Eraclito. Ma nello stesso istante in cui "si blocca",anche solo per un fotogramma, ci da il sapore dell'eterno. In fondo Eraclito è il primo "pensatore" del cinema e della fotografia. Poi in queste foto c'è anche il dato specifico del luogo (Palermo). Un non luogo, per la verità, dove le connotazioni e i graffi,lo stato di decomposizione e di usura, ci dice che Palermo è come L’Avana, Beirut, Il Cairo. La città respira. Ha il respiro lungo e il passaggio umano in queste scene è soltanto un minuscolo ma irripetibile sussulto di vita.

  8. Fabrizio scrive:
    26 aprile 2011 10:42

    Veramente orgoglioso del lavoro di mio nipote. Solo un commento: BRAVO!

  9. Bianca LC scrive:
    28 aprile 2011 18:36

    Palermo caput mundi! Il reportage ritrae efficacemente la (nuova?) anima palermitana, mostrando le persone intente nei loro trasporti lavorativi e/o di diletto, connotando spesso di vibranti note di colore dell'abbigliamento dei passanti che animano gli scenari spesso un pò anonimi e decadenti... Trovo l'idea molto moderna e originale. Complimenti al fotografo!

  10. liliana scrive:
    30 aprile 2011 16:54

    Fossero stanziali e non "di passaggio" quanti problemi risolti!!! Trovo eccellente ogni singola inquadratura,ma ciò che si apprezza di più è che in ogni passaggio si mette in luce una dignità individuale.....ignorata e calpestata dai più.

  11. Laura scrive:
    07 maggio 2011 18:37

    Complimenti. Molto originale ed interessante!